Grammatica: CI locativo

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ci locativo

Spesso usiamo la particella ci per non ripetere un luogo di cui abbiamo già parlato.

Questo è il ci locativo.

Esempi:

“Vai al cinema?” “Sì, ci vado.” ci = al cinema

“Vai al parco? Ci vengo anch’io!” ci = al parco

“Sei stato in Sicilia?” “No, non ci sono mai stato.” ci = in Sicilia

La particella ci si usa sempre prima del verbo.

“Quando vai a Milano?” “Ci vado domani.”

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Nino Manfredi, a Roman Legend

Nino Manfredi (1921-2004) was one of most important and popular actors of Italian cinema. He achieved fame as a character actor, personifying many tipical figures of the Eternal City, both of the present and of the past time…

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Samantha Cristoforetti, first Italian woman in Space

It has been almost moving to see Samantha Cristoforetti’s smile this Sunday, while watching the online streaming of her flight to the ISS (International Space Station). Samantha is not just one of the happy few in history who have been able to literally walk in space, fulfilling the dream of many: she is also the first Italian woman in space.

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An Italian in Japan – episode 6

Mi guardano con aria interessata, ma sono sicura al 100% c he abbiano capito cosa sto dicendo...

Mi guardano con aria interessata, ma sono sicura al 100% c he abbiano capito cosa sto dicendo…

Come avrete già potuto intuire dagli ultimi articoli del nostro blog, sono reduce da una straordinaria esperienza al Salone dello Studio in Italia, tenutosi presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo il 7 e l’8 novembre. Si tratta davvero di un appuntamento immancabile per tutti i giapponesi interessati al Bel Paese: in due giorni di fiera sono state numerose le persone che hanno deciso di partecipare all’evento, incuranti del maltempo che si era abbattuto su Tokyo (in realtà quando le locandine all’esterno dell’Istituto hanno iniziato a muoversi vorticosamente ho intravisto un velo di terrore negli occhi dei presenti). Questo grazie all’amore che i giapponesi provano per l’Italia, una passione probabilmente dovuta alla spontaneità e ospitalità che contraddistingue noi italiani, in grado di fare breccia persino nel proverbiale contegno nipponico.

Dal giovane studente universitario che pianifica il suo futuro al sessantenne che attende con trepidazione il pensionamento per fare il viaggio di una vita (e chi non farebbe altrettanto?), alla ragazza impaziente di frequentare lezioni di cucina per imparare finalmente a preparare la pizza (però vi prego, niente calamari…), tutti hanno manifestato il medesimo entusiasmo di fronte a quanto gli veniva offerto nell’ambito della fiera: degustazione di prodotti tipici della tradizione culinaria nostrana, presentazione di eventi e manifestazioni legati all’Italia e infine uno spazio espositivo riservato alle scuole di italiano.

Naturalmente Kappa Language School non poteva mancare e, grazie all’aiuto della mia valida assistente Satomi, ho potuto conoscere tante persone interessate a intraprendere una vacanza studio o semplicemente amanti del Bel Paese a caccia di lezioni di italiano da consultare per poter migliorare le proprie abilità linguistiche senza muoversi da casa. Devo dire che l’accoglienza che ci è stata riservata si è rivelata davvero calorosa e spero davvero di poter ricambiare presto l’ospitalità… vi aspettiamo tutti a Roma!

Videolesson: -ino, -one, -etto, -accio

Third videolesson by our friend Matteo “Il Maestro” Preabianca! Let’s discover together how to use Italian to make things smaller, bigger, pretty and bad.

Source: http://lezionitaliane.wordpress.com/2014/11/20/ino-one-etto-accio-how-things-get-smaller-bigger-pretty-and-bad/

Again, on Italians speaking English…

In the past few weeks this video showing an adorable italian grandpa (actually a cook or something close to) trying to pronounce “Worcestershire Sauce” has become viral and has charmed UK, reminding them why (almost) everybody loves Italians.

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An Italian in Japan – episode 5

Il Giappone è noto a tutti come il Paese dell’alta velocità. I famosi treni shinkansen, infatti, consentono di spostarsi rapidamente (e comodamente) da una città all’altra. Pensate che è possibile andare da Kyoto a Hiroshima, distanti più o meno 300 km, in circa 2 ore. Sorprendente, no? Prima di partire immaginavo che avrei trovato una rete ferroviaria complessa e capillare, ma devo dire che sono rimasta comunque stupita dalla gamma di treni disponibili.

Alla stazione di Kyoto, in attesa dello shinkansen... assieme a tanti simpatici pendolari.

Alla stazione di Kyoto, in attesa dello shinkansen… assieme a tanti simpatici pendolari.

Mi è capitato spesso di spostarmi in treno e sono rimasta sbalordita dalla pulizia e dalla puntualità dei treni nipponici, soprattutto se paragonati alla caotica imperfezione del nostro sistema ferroviario: le tragicomiche epopee degli Intercity italiani sono oramai divenute fonte di ispirazione per un intero filone letterario, che peraltro comprende anche un buon numero di lezioni di italiano… Ciononostante devo ammettere che ho sentito la mancanza della variegata umanità che popola i treni del nostro paese, e della vasta (talvolta al punto da risultare asfissiante) gamma di interazioni sociali possibili all’interno di un piccolo scompartimento: sui treni giapponesi il passatempo più gettonato mi è sembrato essere il pisolino, praticato con costanza e abnegazione da tutti i passeggeri, senza distinzione di sesso, età o condizione sociale.

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Tanuki portafortuna alla stazione di Kameoka, sulla Sagano Scenic Railway.

In ogni caso state tranquilli, la perfezione non è di questo mondo e anche qui qualche volta (raramente, molto raramente) vi capiterà di imbattervi in ritardi o di dover spingere un po’ per salire su un treno. Altre volte, invece, troverete piacevoli sorprese. L’altra giorno, ad esempio, sono partita alla volta di Arashiyama, una delle zone più famose di Kyoto, e ho potuto “immergermi” nelle bellezze naturali del posto grazie al Sagano Romantic Train… Date un’occhiata al video per credere! Se capitate da queste parti vi consiglio di non perdere l’occasione di fare un giro. Certo, la guida parla solo in giapponese, ma alla fine della corsa vi allieterà con una bella canzone romantica (non sto scherzando, aveva una bellissima voce!). Una volta scesi dal treno, poi, potrete sgranchirvi le gambe con una pedalata o con una camminata nei dintorni. Siete pigri? Nessun problema, appena usciti dalla stazione troverete ad attendervi dei simpatici ragazzi che vi inviteranno a fare un bel giro in risciò. Allora coraggio, saltate su!