Tra Roma e il Giappone

Another story From students to students! Today Yogo, a musician from Japan, tells us about his experience in Rome… in his own very peculiar style!

Io sono un musicista Giapponese.
Da lungo tempo volevo venire a Roma.
perché ci sono nato.

Fortunato, dopo 2 settimane che sono arrivato a Fiumicino,
ho potuto avere un concerto.

In quel momento potevo dire solo “Ciao mi chiamo…”
però dopo il concerto, ho sentito le voci
“Braaaaaaaaaavooooooooooo”
“Biiiiiis”

Gli ospiti italiani erano molto calorosi.
Da allora io ho iniziato a frequentare il Pigneto.

Nella discoteca, come sono differenti “Roma” e “Giappone”?

Il cane
A Roma c’è
In Giappone non c’è

I bambini
A Roma ci sono
In Giappone non ci sono

I bambini che fanno i compiti a casa
A Roma ci sono
In Giappone non ci sono

Il ristorante in cui posso mangiare la pasta
A Roma c’è
In Giappone non c’è

Sul palcoscenico, qualcuno legge una bella poesia.
A Roma c’è
In Giappone non c’è

Read the original article on Kappa Language School’s website.

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Il lungometraggio: didattizzazione e utilizzo nel contesto di una classe di Italiano L2 – Terza e ultima parte

Some pics from our workshop

Some pics from our workshop

This is the third and last part of the transcription of our speech at the workshop Le parole sono importanti, organized by our friends from Happy Languges and hosted by our school on July, 28th 2014. We are confident it can provide some useful guideline to those, Italians or foreigners, are willing to implement the use of movies in their teaching method. The transcription is, of course, in Italian, but you can contact us and request a translation.

(clicca qui per leggere la seconda parte)

4. (continua da) Costruzione dell’unità didattica ed esempio di didattizzazione

Quando l’operazione di trascrizione per le scene selezionate sarà ultimata, potrà avere inizio il lavoro di didattizzazione vero e proprio. Ogni scena costituirà il testo base per un’unità didattica, e tutte le scene (per loro natura semanticamente coerenti), assieme ad una fase introduttiva di motivazione alla visione del film e ad una fase conclusiva di sintesi, costituiranno il modulo didattico nella sua interezza, che perciò avrà una struttura di questo tipo:

Lezione 1: motivazione e visione del film
Lezione 2: unità didattica 1
Lezione 3: unità didattica 2

Lezione n: sintesi

Si noti che, volendo ricondurre la struttura del modulo a quella di un’unità didattica classica, le unità basate sulle singole scene costituiranno latu sensu la fase di analisi del film, pur essendo a loro volta tripartite nella comune struttura globalità-analisi-sintesi del metodo comunicativo. A tal proposito si veda la dispensa 1, che riporta un canovaccio di lavoro per la didattizzazione del film Mine vaganti.

Prima di lavorare sulle singole scene, dunque sarà opportuno curare la fase introduttiva, o di motivazione, che precederà la visione integrale e immediata del film in classe. Ovviamente, la complessità e la profondità della fase di motivazione dovranno essere coerenti con il livello degli apprendenti a cui verrà somministrato il modulo. Come risulterà evidente dalle dispense 2 e 3, rispettivamente tratte da moduli didattici basati sui film Manuale d’amore (destinato ad apprendenti di livello A2) e Basilicata coast to coast (destinato ad apprendenti di livello B2), questa fase può prendere le mosse da elementi di base quali il titolo del film oppure, in caso di un pubblico di discenti con competenze più avanzate, da una sequenza introduttiva (ad esempio un breve monologo, come nel caso in oggetto) arricchita da testi di facile comprensione che introducano uno o più dei messaggi culturali veicolati dal film. A tale fase, che può avere una durata variabile e che dunque può configurarsi pure come unità didattica distinta (come nel caso di Basilicata coast to coast), seguirà come detto la visione integrale del film. È di fondamentale importanza che si tratti di una fruizione immediata, cioè non appesantita da supporti didattici, affinché lo studente sia esposto alla globalità del testo senza interferenze. Obiezione comune è che sarà inevitabilmente difficile, per uno studente di livello medio-basso, seguire l’intero lungometraggio senza perdere fondamentali porzioni di significato e dunque il filo narrativo; la risposta più sensata a tale obiezione è che questa eventualità deve essere presa in considerazione dal docente all’atto della scelta del film e del profilo di apprendenti ai quali quest’ultimo dovrà essere destinato. Inoltre, occorre ricordare che la comprensione richiesta da una visione globale del film è di carattere del tutto generale e riguarda più che altro gli aspetti salienti della trama, per cui si avrà cura, come detto, di selezionare dei lungometraggi la cui trama sia lineare e il cui messaggio sia veicolato non solo dalla lingua, ma pure dagli altri significanti del testo filmico (elementi visuali, ambientazione, musiche).

Quanto alla costruzione di unità didattiche attorno alle singole scene, si procederà rintracciando dapprima gli elementi grammaticali (mediante la mera conta delle occorrenze), quelli lessicali e quelli comunicativi presenti in ogni testo. Una volta evidenziati ed isolati i suddetti elementi, si avrà buon gioco nello strutturare un’unità classica basata sulle tre fasi (globalità-analisi-sintesi), come illustrato nelle dispense 4 e 5, rispettivamente unità didattiche costruite su uno degli episodi di Manuale d’amore (livello A2) e su una scena del film Mine vaganti (livello B1\B2). Si procederà perciò come segue:

  • breve fase di motivazione che riprenda gli elementi narrativi del film o introduca quelli particolari della scena in fase di studio;
  • visione globale della scena;
  • comprensione della scena con attività classiche (domande a risposta chiusa, domande a risposta aperta, incroci, esercizi di completamento);
  • comprensione del lessico;
  • analisi grammaticale;
  • analisi comunicativa;
  • sintesi (produzione di un testo, roleplay) e riuso.

Nel caso di studenti di livello avanzato, si potrà senza dubbio arricchire la fase di sintesi con ulteriori input testuali che chiariscano alcuni aspetti lessicali, comunicativi o culturali incontrati durante l’unità didattica (si veda, in tal caso, la dispensa 6, sempre tratta dalla didattizzazione di una scena di Basilicata coast to coast).

La fase di sintesi, ultima e fondamentale unità costitutiva del modulo, avrà il compito di chiarire allo studente gli elementi culturali veicolati dal film e, inoltre, gli offrirà la possibilità di esercitarsi nella produzione esprimendo le proprie opinioni sul film e analizzando le caratteristiche dei vari personaggi. La fase di sintesi può essere condotta come una vera e propria unità didattica, partendo perciò da un testo e innestandovi una serie di attività che sintetizzino le competenze (soprattutto culturali) acquisite durante il modulo, oppure, più appropriatamente, come una lezione di conversazione che prenda le mosse da una lettura di un testo di critica, come quelli in dispensa 7 sul film Basilicata coast to coast. È possibile inoltre proporre degli esercizi di riepilogo sui protagonisti del film, mettendone in evidenza i tratti caratteriali salienti ed il loro ruolo nella storia (come proposto dalle attività in dispensa 8, relativa nuovamente al film Mine vaganti).

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Scioglilingua/ Tongue twisters

Learn Italian

Ecco alcuni dei scioglilingua piu’ usati:

  • Sopra il palazzo c’è un cane pazzo, date a quel pazzo cane un pezzo di pane.
  • Trentatré trentini entrarono a Trento, tutti e trentatré di tratto in tratto trotterellando.
  • Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.
  • Una platessa lessa lesse la esse di Lessie su un calesse fesso.
  • Tre tigri contro tre tigri
  • Ma fossi tu quel barbaro barbiere che barbassi quella barba così barbaramente a piazza Barberini.
  • Apelle figlio d’Apollo fece una palla di pelle di pollo, tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio d’Apollo.
  • A quest’ora il questore in questura non c’è.
  • Se oggi seren non è, doman seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà.
  • Tito, tu m’hai ritinto il tetto, ma non t’intendi tanto di tetti ritinti.
  • Una rana nera e rara sulla rena…

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The elephant in the piazza: Bernini and Minerva’s chick

Learning Escapes

If you go for a stroll around the area of Piazza del Pantheon in Rome, you are likely to come a cross a peculiar square called Piazza della Minerva, a small hidden spot that is home of one equally peculiar monument: the statue of an elephant carrying an Egyptian obelisk on its back.

Obelisks are easy to find in Rome and you don’t have to look further than landmarks such as piazza Navona or even Piazza San Pietro to see incredible examples of them. Elephants, on the other end, are a rare sight in the Eternal city, so this chunky pachyderm makes this obelisk pretty unique. Unique is also the story, or I should maybe say the gossip, that surrounds its construction: it is one of the many legends that surround Bernini and I find it really funny.

The story highlights two of the most distinctive traits of the Romans: cynicism and humor.

Il pulcin della Minerva, Piazza della Minerva Il pulcin…

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What Would Dante Do? Posthumous Observations by Il Poeta By Laura Shewan

Living In Italy.Moving To Italy. Loving In Italy. Laughing In Italy.

Quando leggemmo il disiato riso, esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi baciò tutto tremante.”

~ Dante ~


Is there anything in this world more frightening than a Florentine shop assistant? If there is, I haven’t yet found it. The only thing that enables me to transcend my terror and cross the threshold of an Italian boutique is The Pure Unadulterated Desire To Shop. Yes, the clothes are sooo pretty, but they come at a big price; and i’m not just talking about the label. I mean, the sweaty palmed experience of being scrutinised. Most of the time I can be found trembling in the changing cubicle, whilst an immaculate madonna peers through the curtains at me, simultaneously scowling and staring. (Seriously: HOW do they DO that??) The terror is confounded by the knowledge that they somehow know I am a…

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Il lungometraggio: didattizzazione e utilizzo nel contesto di una classe di Italiano L2 – Seconda parte

Some pics from our workshop

Some pics from our workshop

This is the second part of the transcription of our speech at the workshop Le parole sono importanti, organized by our friends from Happy Languges and hosted by our school on July, 28th 2014. We are confident it can provide some useful guideline to those, Italians or foreigners, are willing to implement the use of movies in their teaching method. The transcription is, of course, in Italian, but you can contact us and request a translation.

(clicca qui per leggere la prima parte)

3. Esempi di materiale disponibile in commercio sull’uso dei lungometraggi nell’insegnamento dell’italiano a stranieri.

All’interno della pur povera offerta di testi che presentano materiale filmico didattizzato, si è pensato di operare una selezione per estremi opposti, che evidenzi gli elementi di debolezza di quello che secondo noi è il testo che più si distanzia dal format ideale e i punti di forza del manuale che invece ci pare vi si avvicini di più.

  • Cristina Maddoli, L’italiano al cinema, Guerra edizioni, 2008

Elementi di debolezza: si fa menzione del target solo a pag. 16; i testi sono tratti dalla sceneggiatura e non dalla trascrizione dell’audio (differenza, come vedremo in seguito, cruciale); l’intero volume sembra impostato più che altro come una guida per madrelingua esperti del settore; l’analisi testuale è condotta su poche scene; le attività non sono adeguate o addirittura mancano; la mole di riflessione critica ed estetica è francamente debordante e relega l’attività linguistica e culturale destinata agli apprendenti stranieri a ruolo di appendice.

  • Paolo Balboni (a cura di), Quaderni di cinema italiano per stranieri, Guerra edizioni – Es. La prima cosa bella di Paolo Virzì, febbraio 2014, livello B2/C1

Elementi di forza: il volume si pregia di una buona fase di motivazione, che stimola gli studenti a fare ricorso alle loro conoscenze pregresse; le attività sono costruite sui dialoghi recitati e non sullo script; si presta una grande attenzione all’analisi lessicale, attraverso attività adatte al livello di conoscenza dell’italiano richiesta (es. analisi delle caratteristiche del toscano rispetto all’italiano standard); è riconosciuta la giusta importanza all’aspetto socioculturale, con attività che stimolano una riflessione sul ruolo della figura materna in Italia.

Di seguito, una breve bibliografia dei testi dedicati all’insegnamento dell’italiano a stranieri mediante lungometraggi:

Aiello R., Lorenzotti A., Cinema Italiano: cortometraggi d’autore con sottotitoli, Firenze, Alma edizioni, 2009
Balboni P. (a cura di), Quaderni di cinema italiano per stranieri, Perugia, Guerra edizioni, 2003
Celentin P., Triolo, R., Audiovisivi, intercultura e italiano L2, Venezia, Laboratorio Itals, 2005
Costantini L., Tomassini P., Montesi A., Per un pugno di corti: l’italiano attraverso i cortometraggi, Perugia, Guerra edizioni, 2008
Diadori P., Cinema, apprendimento della L2 e pragmatica transculturale, Milano, Fondazione ISMU, 2007
Diadori P., Micheli P., Cinema e didattica dell’Italiano L2, Perugia, Guerra edizioni, 2010
Maddoli C., L’italiano al cinema, Perugia, Guerra edizioni, 2008

4. Costruzione dell’unità didattica ed esempio di didattizzazione

I due elementi da tenere in considerazione per l’individuazione del film da didattizzare sono:

  • il messaggio culturale del film (che costituirà lo scopo globale del modulo);
  • la struttura del lungometraggio, nella valutazione della quale occorrerà tenere conto di caratteristiche quali la divisibilità in macrosequenze, la struttura narrativa (ad episodi, a cornice, a flashback o a flashforward ecc.), la linearità della trama ecc.

Una volta selezionato un lungometraggio, è d’obbligo adoperarsi in una visione ragionata dello stesso. La tecnica più proficua in tal senso è quella di sottoporsi, al pari di quanto verrà richiesto agli studenti, ad una visione globale del film, durante la quale il docente avrà cura di individuare con maggiore precisione gli elementi culturali in esso contenuti e di evidenziare un numero limitato di scene (intese come sequenze semanticamente compiute) di particolare interesse grammaticale e comunicativo sulle quali si intende operare la didattizzazione. Di tali scene egli sarà obbligato, in un secondo momento, ad approntare una trascrizione fedele (completa, cioè, di segnali fatici, riprese e interruzioni, inserti dialettali ecc.). Questo procedimento, senz’altro meccanico e fisicamente stancante, risulta indispensabile in quanto le sceneggiature, pur facilmente reperibili, risultano inadatte allo scopo. Ciò appare evidente per due motivi:

  1. la sceneggiatura nasce e si sviluppa come testo scritto, mentre al docente interessa il testo complesso costituito dal film (o dalla scena) nel suo insieme, che senz’altro prende le mosse dalla sceneggiatura ma la arricchisce e si arricchisce di contenuti (dati dalla mimica, dal contesto deittico, dalla prossemica ecc.) che nel medium scritto sono espressi, nel migliore dei casi, in maniera affatto parziale;
  2. raramente la sceneggiatura è fedele al recitato, sia da un punto di vista morfologico e sintattico (la piccola modifica di un pronome, operata da un attore in fase di recitazione, può risultare cruciale nel contesto di una lezione di italiano L2), sia dal punto di vista della variazione diatopica e diafasica (sono frequenti inserti dialettali e gergali o fenomeni di code-switching o code-mixing che scaturiscono dalla libera interpretazione del recitante).

Compito del docente in questa fase sarà anche quello di precisare, in base alla lingua (o alle variazioni linguistiche) contemplate dal film selezionato, il livello di apprendenti a cui intende destinare il modulo didattico. Concezione comune è che un film, in quanto unità semantica complessa, sia un tipo di testo adatto solo ad apprendenti di livello medio-alto; ebbene, quantunque sia chiaro che la comprensione del messaggio e lo studio delle forme espressive propri di un lungometraggio risultino senz’altro più agevoli per apprendenti con un livello di competenza avanzato, esistono strategie che possono permettere allo studente principiante di avvicinarsi a questo medium senza traumi e con profitto.

(continua)

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