Il lungometraggio: didattizzazione e utilizzo nel contesto di una classe di Italiano L2 – Seconda parte

Some pics from our workshop

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This is the second part of the transcription of our speech at the workshop Le parole sono importanti, organized by our friends from Happy Languges and hosted by our school on July, 28th 2014. We are confident it can provide some useful guideline to those, Italians or foreigners, are willing to implement the use of movies in their teaching method. The transcription is, of course, in Italian, but you can contact us and request a translation.

(clicca qui per leggere la prima parte)

3. Esempi di materiale disponibile in commercio sull’uso dei lungometraggi nell’insegnamento dell’italiano a stranieri.

All’interno della pur povera offerta di testi che presentano materiale filmico didattizzato, si è pensato di operare una selezione per estremi opposti, che evidenzi gli elementi di debolezza di quello che secondo noi è il testo che più si distanzia dal format ideale e i punti di forza del manuale che invece ci pare vi si avvicini di più.

  • Cristina Maddoli, L’italiano al cinema, Guerra edizioni, 2008

Elementi di debolezza: si fa menzione del target solo a pag. 16; i testi sono tratti dalla sceneggiatura e non dalla trascrizione dell’audio (differenza, come vedremo in seguito, cruciale); l’intero volume sembra impostato più che altro come una guida per madrelingua esperti del settore; l’analisi testuale è condotta su poche scene; le attività non sono adeguate o addirittura mancano; la mole di riflessione critica ed estetica è francamente debordante e relega l’attività linguistica e culturale destinata agli apprendenti stranieri a ruolo di appendice.

  • Paolo Balboni (a cura di), Quaderni di cinema italiano per stranieri, Guerra edizioni – Es. La prima cosa bella di Paolo Virzì, febbraio 2014, livello B2/C1

Elementi di forza: il volume si pregia di una buona fase di motivazione, che stimola gli studenti a fare ricorso alle loro conoscenze pregresse; le attività sono costruite sui dialoghi recitati e non sullo script; si presta una grande attenzione all’analisi lessicale, attraverso attività adatte al livello di conoscenza dell’italiano richiesta (es. analisi delle caratteristiche del toscano rispetto all’italiano standard); è riconosciuta la giusta importanza all’aspetto socioculturale, con attività che stimolano una riflessione sul ruolo della figura materna in Italia.

Di seguito, una breve bibliografia dei testi dedicati all’insegnamento dell’italiano a stranieri mediante lungometraggi:

Aiello R., Lorenzotti A., Cinema Italiano: cortometraggi d’autore con sottotitoli, Firenze, Alma edizioni, 2009
Balboni P. (a cura di), Quaderni di cinema italiano per stranieri, Perugia, Guerra edizioni, 2003
Celentin P., Triolo, R., Audiovisivi, intercultura e italiano L2, Venezia, Laboratorio Itals, 2005
Costantini L., Tomassini P., Montesi A., Per un pugno di corti: l’italiano attraverso i cortometraggi, Perugia, Guerra edizioni, 2008
Diadori P., Cinema, apprendimento della L2 e pragmatica transculturale, Milano, Fondazione ISMU, 2007
Diadori P., Micheli P., Cinema e didattica dell’Italiano L2, Perugia, Guerra edizioni, 2010
Maddoli C., L’italiano al cinema, Perugia, Guerra edizioni, 2008

4. Costruzione dell’unità didattica ed esempio di didattizzazione

I due elementi da tenere in considerazione per l’individuazione del film da didattizzare sono:

  • il messaggio culturale del film (che costituirà lo scopo globale del modulo);
  • la struttura del lungometraggio, nella valutazione della quale occorrerà tenere conto di caratteristiche quali la divisibilità in macrosequenze, la struttura narrativa (ad episodi, a cornice, a flashback o a flashforward ecc.), la linearità della trama ecc.

Una volta selezionato un lungometraggio, è d’obbligo adoperarsi in una visione ragionata dello stesso. La tecnica più proficua in tal senso è quella di sottoporsi, al pari di quanto verrà richiesto agli studenti, ad una visione globale del film, durante la quale il docente avrà cura di individuare con maggiore precisione gli elementi culturali in esso contenuti e di evidenziare un numero limitato di scene (intese come sequenze semanticamente compiute) di particolare interesse grammaticale e comunicativo sulle quali si intende operare la didattizzazione. Di tali scene egli sarà obbligato, in un secondo momento, ad approntare una trascrizione fedele (completa, cioè, di segnali fatici, riprese e interruzioni, inserti dialettali ecc.). Questo procedimento, senz’altro meccanico e fisicamente stancante, risulta indispensabile in quanto le sceneggiature, pur facilmente reperibili, risultano inadatte allo scopo. Ciò appare evidente per due motivi:

  1. la sceneggiatura nasce e si sviluppa come testo scritto, mentre al docente interessa il testo complesso costituito dal film (o dalla scena) nel suo insieme, che senz’altro prende le mosse dalla sceneggiatura ma la arricchisce e si arricchisce di contenuti (dati dalla mimica, dal contesto deittico, dalla prossemica ecc.) che nel medium scritto sono espressi, nel migliore dei casi, in maniera affatto parziale;
  2. raramente la sceneggiatura è fedele al recitato, sia da un punto di vista morfologico e sintattico (la piccola modifica di un pronome, operata da un attore in fase di recitazione, può risultare cruciale nel contesto di una lezione di italiano L2), sia dal punto di vista della variazione diatopica e diafasica (sono frequenti inserti dialettali e gergali o fenomeni di code-switching o code-mixing che scaturiscono dalla libera interpretazione del recitante).

Compito del docente in questa fase sarà anche quello di precisare, in base alla lingua (o alle variazioni linguistiche) contemplate dal film selezionato, il livello di apprendenti a cui intende destinare il modulo didattico. Concezione comune è che un film, in quanto unità semantica complessa, sia un tipo di testo adatto solo ad apprendenti di livello medio-alto; ebbene, quantunque sia chiaro che la comprensione del messaggio e lo studio delle forme espressive propri di un lungometraggio risultino senz’altro più agevoli per apprendenti con un livello di competenza avanzato, esistono strategie che possono permettere allo studente principiante di avvicinarsi a questo medium senza traumi e con profitto.

(continua)

Read the original full article on Kappa Language School’s website.

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